Pordenone, 9 maggio 2005

COMUNICATO STAMPA

Sarà inagurata sabato, alle 17.30, nel chiostro superiore del convento di San Francesco, in piazza della Motta, a Pordenone, la mostra fotografica "Chi ha paura dell’uomo nero", organizzata dal Gruppo volontari Mufoa di Pordenone(Cesare Luperto, Antonella Pitton, Cristina Savi, Elisa Vanino) con il patrocinio del Comune di Pordenone.

All’inaugurazione interverranno gli assessori Giovanni Zanolin e Claudio Cudin, il direttore della rivista dell’Africa e del mondo nero "Nigrizia" Carmine Curci e il primario del Cro di Aviano Umberto Tirelli.

In esposizione una selezione di fotografie scelte tra le tante realizzate nell’agosto del 2004 durante un’esperienza di volontariato nella missione di Mùgùnda (missione della diocesi di Concordia-Pordenone e Mufoa è appunto un acronimo di "Mùgùnda fighters of Aids"), situata a circa 200 chilometri da Nairobi, nel cuore dell’Africa subsahariana.

Come sottolinea il gruppo nella presentazione, si tratta di immagini spesso scattate in fretta, tra uno spostamento e l’altro, in situazioni di sofferenza che non finivano mai di sorprendere. Immagini senza alcuna pretesa artistica, fotografie di momenti, suggestioni, emozioni.

"Occhi di pece, sorrisi che affondano nell’anima, mani sempre tese, piedi scalzi e ruvidi, lo stupore nei volti dei bambini. Che s’incontrano ovunque. Tanti, magri, infilati nei vestiti sdruciti, incontenibili, pieni di energia. Sempre e comunque. Sia che fossero seduti su qualche trave di legno che era tutta la loro classe, sia che sbucassero tra le acacie, nei campi. Raggi di luce nel buio e nel fetore dello slam di Korogocho, sguardi di speranza nonostante la condanna della povertà e della malattia.

E’ questo l’uomo nero che abbiamo conosciuto – prosegue la presentazione - e non è certo questo l’uomo nero di cui aver paura. L’incubo senza fine, oggi, in Africa, è l’Aids, diventato la prima causa di morte nei Paesi subsahariani. I numeri terrorizzano: soltanto in Kenya, dove vivono poco più di 30 milioni di persone, l’Aids miete 500 vittime ogni giorno e crea, quotidianamente, migliaia di orfani. Questi malati del nuovo millennio – giovani, vecchi e, ancora, tanti bambini - noi li abbiamo visitati, abbracciati, consolati, amati. Senza pregiudizi, senza paura, ascoltando il loro grido di dolore, unendoci alla loro sofferenza. E da qui, oggi, cerchiamo di aiutarli attraverso l’adozione a distanza, unico mezzo per garantire l’acquisto dei costosissimi e per loro inaccessibili medicinali".

La mostra, che nasce con l’unico obiettivo di far conoscere la condizione dei malati e dell’emergenza Aids e di promuovere e sostenere il progetto delle adozioni, rimarrà aperta nel chiostro fino al 25 maggio (dal lunedì al venerdì 10.00 - 19.00 sabato e domenica 10.00 - 13.00, 16.00 - 19.30) e proseguirà fino all’11 giugno nella Bottega Il Punto di viale Martelli, 27 a Pordenone

L’iniziativa è organizzata dal Gruppo volontari Mufoa, in collaborazione con il Pem

(Diocesi di Concordia-Pordenone), Fotocenter Pordenone, Antonio Bertoli, Studio DM+B Associati, Tipografia Sartor, Cooperativa Sociale Il Punto.

Sostieni anche tu il progetto Mufoa (Mùgunda fighters of Aids). Per adottare un malato bastano 25 euro al mese! Informazioni: Ufficio missionario diocesano, tel. 0434 221233; 338 9103813, 347 9017030.